«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Arquata del Tronto

Rinviata dalla Ciip la decisione sull’imbottigliamento dell’acqua

 

(Fonte: Corriere Adriatico)

Moltissime bandiere blu del forum piceno “Acqua bene comune” hanno colorato la sala convegni della Ciip durante l’assemblea che aveva all’ordine del giorno il bilancio di previsione e la spinosa questione dell’imbottigliamento dell’acqua dei Sibillini. Una proposta portata avanti sin dal 2004 dall’ex sindaco di Arquata Petrucci (che per perorare la causa si incantenò all’epoca durante un consiglio provinciale) e ora recepita anche dal suo successore Pala che nel corso dell’assemblea ha anche proposto di ripetere il bando, magari apportando delle modifiche affinché la gara non vada deserta come a dicembre. Una discussione che ha scaldato gli animi dei sindaci intervenuti che di fatto ha visto il crearsi di una cortina tra gli amministratori delle aree montane e quelli degli altri territori, conclusasi però con un nulla di fatto.

Per il sindaco di Offida Lucciarini: “Nessuno ha il mandato del proprio consiglio comunale”. Del medesimo avviso il consigliere folignanese Tonelli il quale per primo ha sollevato la questione dell’impossibilità di prendere decisioni senza previa discussione in consiglio. Dunque se fumata grigia si è avuta sulla questione imbottigliamento, il bilancio passa con la sola astensione del comune di Arquata. Una sorta di “atto di dissenso” volto a strappare un sì alla reiterazione di un’eventuale gara per l’imbottigliamento.

L’assise più volte interrotta dagli appassionati interventi di Petrucci (dagli spalti) si conclude con un nulla di fatto.
Il punto all’ordine del giorno viene ritirato su indicazione del presidente Alati e consenso dei sindaci.
Un temporeggiare male accolto dagli esponenti di “Acqua bene comune” e dallo stesso Petrucci che fuori onda ha rimarcato “la penalizzazione del territorio montano e dei suoi abitanti” sostenendo come nella Ciip nemmeno un dipendente sia dei Comuni di quest’area. “Che futuro diamo ai nostri ragazzi?”

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Una breve riflessione vuole essere espressa anche da parte del team di arquatadeltronto.com in merito a questa spinosa questione.

Già l’amministrazione provinciale guidata da Massimo Rossi in passato tentò in ogni modo di ostacolare questo progetto, basandosi su riflessioni di vario tipo.
Si discuteva, infatti, dell’inquinamento dovuto alle confezioni di plastica e ai trasporti delle bottiglie.
In realtà, probabilmente l’opposizione aveva basi meramente ideologiche, cioé che avevano più a che fare con la differenza di colore politico tra lo schieramento di Rossi (Rifondazione Comunista) e quello dell’allora sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci.
Al di là di ogni considerazione di carattere politico, vogliamo sottolineare il fatto che gli unici a rimetterci in tutta questa storia sono stati finora i cittadini di Arquata, penalizzati dall’impossibilità di investire in un bene presente in abbondanza sul proprio territorio.
Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che quella interessata dall’imbottigliamento è una piccola fonte dotata di particolari proprietà, la quale va a confluire nel fiume Tronto, andando così “perduta”.
Ricordiamo, inoltre, che l’acqua che rifornisce tutta la provincia di Ascoli Piceno proviene interamente dall’Acquedotto di Pescara di Arquata.
Nonostante ciò, gli abitanti del Comune dei due Parchi non hanno nessuna agevolazione sui consumi o sui costi dell’acqua proveniente dal proprio territorio.

Sulle argomentazioni avanzate da chi ritiene che l’imbottigliamento dell’acqua non sarebbe una risorsa per l’occupazione, rispondiamo con un sorriso forzato, che tende a mettere in ridicolo tale affermazione.
Il sorriso si trasforma poi in risata sarcastica quando sentiamo le proposte stesse (avanzate, tra l’altro, anche dalla precedente giunta provinciale) secondo le quali sarebbe invece possibile creare occupazione in montagna, ad esempio, con la manutenzione delle risorse boschive per la prevenzione di incendi… (!)
La verità è che le chiacchiere stanno a zero, e che probabilmente le precedenti giunte provinciali hanno sempre preferito investire verso la costa, piuttosto che verso la montagna (e lo spopolamento di quest’ultima ne è la diretta conseguenza).

Ci si ricorda della montagna solo quando si deve difendere il diritto ad un bene comune, l’acqua, definita in più quotidiani “l’acqua ascolana dei monti Sibillini” o “la nostra acqua dei Sibillini” su articoli scritti da persone che, probabilmente, sui Sibillini non ci hanno mai neppure messo piede…

In un periodo di crisi come questo, crediamo di non poterci permettere il lusso di non lasciar investire i privati che ne abbiano interesse su un bene che, nei fatti, ogni giorno finisce “sprecato” nel fiume Tronto. La possibilità di far lavorare anche solo 10/15 persone in un comune montano, significa dare la possibilità a 10/15 famiglie di poter rimanere sul proprio territorio.

L’intento del presente post (che segue l’articolo del Corriere Adriatico del 25-02-2012) non vuole essere affatto polemico, bensì vuole invitare al dibattito sul blog di questo sito, dove invitiamo i lettori ad esprimere liberamente la propria opinione.

Il team di arquatadeltronto.com