«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Colle

Altitudine: 1115 m.l.m.
Abitanti: Collacchiani

A Colle d’Arquata troviamo la Chiesa di San Silvestro, isolata su un alto strapiombo: gran parte della struttura ha origini rinascimentali ma, data la sua particolare ubicazione, probabilmente è stata costruita nel luogo dove precedentemente si celebravano riti e culti naturalistici.


Recenti restauri conservativi delle pitture hanno messo in luce come tutta la parte inferiore sotto i grandi
affreschi sia di epoca trecentesca.

La Chiesa presenta una pianta quadrata a tre navate, un abside rettangolare ed è dedicata al papa Silvestro I°. Nel grande affresco sulla parete del presbiterio il Santo è rappresentato seduto con abiti da pontefice; ai lati ammiriamo le immagini della Madonna, di Santa Caterina, San Silvestro, San Pietro e San Paolo. L’insieme è collocato entro uno schema architettonico rinascimentale che nel timpano centrale presenta una crocifissione: per lo stile e la tecnica l’affresco è attribuito a Dionisio Cappelli (probabile maestro del noto Cola d’Amatrice). Sul campanile a vela della Chiesa è collocata una campana in bronzo con iscrizioni in gotico datata 1389.

Sempre a Colle troviamo la Chiesa di San Sebastiano eretta intorno al 1500.

 

 

LE CARBONAIE DI COLLE

Un aspetto importante dell’economia locale è rappresentato sicuramente dalla produzione di carbone vegetale.

Questa tecnica consiste nel saper opportunamente trasformare il legno in carbone lasciandolo bruciare in una struttura che ne impedisce la completa combustione. È un’attività ormai in via di estinzione e proprio a Colle sopravvive questo antico mestiere rimasto invariato da secoli e secoli.

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La realizzazione delle carbonaie era fina a qualche anno fa ancora più faticosa. Oggi il taglio degli alberi è facilitato dall’utilizzo delle motoseghe, mentre prima era tutto manuale.

Erano necessari mesi per il taglio delle piante e la successiva metratura (cioè la riduzione del legname alla lunghezza di utilizzo), mentre oggi due persone riescono a produrne 30 quintali in circa 10 giorni. Poi occorrono 1-2 giorni per la costruzione della struttura realizzata su un terreno pianeggiante detto “piazza” (dove possibile se ne utilizza una precedente) dove si accatastano i rami e le parti dei tronchi attorno ad un camino centrale fino a raggiungere la caratteristica forma a cono.

Il tutto viene ricoperto con zolle di terra erbosa, poi con un manto di foglie secche e infine con un ulteriore strato di terra dello spessore di circa 10 centimetri (anche qui si cerca di riutilizzare la terra già bruciata in precedenti cotture) nel quale vengono sapientemente lasciati dei fori radiali indispensabili per la regolazione dell’accesso dell’aria per l’opportuno processo di combustione (si dice “governare la piazza”). Questa operazione richiede circa un giorno di lavoro.

Si passa poi all’accensione della carbonaia che si effettua introducendo tizzoni ardenti attraverso il camino.

Occorrono controlli 2-3 volte al giorno per circa 5-6 giorni per verificarne il giusto andamento e per le opportune “rimboccature”.

Alla fine del processo di trasformazione vengono tappati tutti i fori esistenti e si fa raffreddare per almeno un giorno. Successivamente si effettua la “scarbonatura”, che richiede una perfetta sincronia di movimenti degli addetti.

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Il risultato di tutto questo lavoro è un prodotto di qualità eccellente per le sue caratteristiche tecniche sia per la cottura degli alimenti alla brace (ha un elevato potere calorico) che per usi industriali (produzione di alcuni tipi di acciaio e realizzazione di filtri per sostanze tossiche).

Un quintale di carbone viene ricavato dalla combustione di circa 5 quintali di legna.

“A primavera dal bosco salivano decine di fili di fumo provenienti dal foro superiore della caratteristica struttura a “cono” intorno alla quale si affaccendavano gli uomini, agli ordini del più anziano, di solito il più esperto nella difficilissima arte di “governare” il fuoco”

(G. Lalli, “Colle di Arquata del Tronto”, 2002)

 

http://www.youtube.com/watch?v=7u61n-s5sY8