«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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La torre della Regina

La voce popolare lega la Rocca alla persona della Regina Giovanna, che l’avrebbe ricostruita quando Arquata era l’ultimo baluardo di confine del Regno di Napoli.

La Regina Giovanna II d’Angiò avrebbe infatti soggiornato nella Rocca dal 1420 al 1435, dopo essere stata incoronata regina dal pontefice Martino V, proprio per tenere d’occhio i confini settentrionali del suo Regno. Altre voci però sostengono che fu il re stesso a rinchiuderla nella torre più alta del maniero, dopo averla dichiarata pazza, perché macchiatasi più volte del peccato di lussuria.

Una leggenda narra, infatti, che la Regina attirasse i pastori della zona nella sua stanza in cima alla torre più alta con la promessa di una notte di piacere. Dalla qualità della prestazione, però, dipendeva loro destino: se insoddisfatta, pare che la Regina desse il malcapitato in pasto ai lupi.

Se vi capiterà di passeggiare, durante le lunghe notti d’estate, nei pressi della Rocca, forse anche voi potrete ascoltare i lamenti del fantasma della sovrana che si aggira, come sostengono gli abitanti del paese, tra gli spalti del maniero, ancora oggi dimostrando di possedere quella indomabile irrequietezza che contraddistinse la sua umana esistenza.