«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Trisungo

Altitudine: 602 m.l.m.
Abitanti: Trisungani

 

http://www.youtube.com/watch?v=yKgzNCoSHFk

 

 

Il piccolo centro di Trisungo si allunga ai bordi della vecchia consolare Salaria, sulla riva destra del fiume Tronto, godendo del panorama del paese e della Rocca di Arquata del Tronto.
Il contesto ambientale risulta di importante rilevanza ed è infatti inserito all’interno di due aree protette, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
La zona è ricca di sorgenti, verdi prati, grandi aree boschive e pascoli d’alta quota.
Il toponimo risulterebbe dalla variazione di tres e jungo, cioè di tre e di congiunto, indicando il punto dove si incontravano le tre strade che attraversavano il paese: il vorsus, direzione Borgo di Arquata, la Salaria e la via che portava a Colle.
Il piccolo centro era diviso in tre contrade o rioni: Contrada Ponte, la più vecchia, Vicinato e Trisungo.

A Trisungo è stato rinvenuto un reperto di epoca romana, nel 1831, nel letto del fiume Tronto, un rocchio di colonna in travertino datato 16 a.C., nelle immediate vicinanze della località conosciuta come Centesimo, dove ora si trova murato sulla parete di una casa medioevale.
Definito nell’elenco dei monumenti notevoli dell’ascolano del Gabrielli “…colonna romana del tempo di Augusto, con iscrizione”. Il cippo era, solitamente, costituito da una grossa pietra naturale nelle sue espressioni più semplici, questo, invece, è un manufatto a forma di colonnetta, alto 70 cm, e con una sezione poco più piccola. Aveva lo scopo di esprimere la distanza chilometrica progressiva dal punto di origine della strada, in questo caso della Salaria la cui origine era Roma.
Sul miliario, oltre alla distanza, si scolpiva anche il nome dell’imperatore o del magistrato che avevano restaurato o commissionato la realizzazione della strada sulla quale il cippo era posto.
L’iscrizione può avvalorare l’ipotesi della coincidenza del luogo Ad Centisimum, riportato nella Tavola Peutingeriana, fosse proprio questo.

Il miliario, che era ubicato a 99 miglia da Roma, documenta un senato-consulto intorno al 22 a.c. evidentemente suggerito da Augusto, con il quale venne deciso il riattamento della Salaria nella Valle del Tronto. Vi si legge:

IMP. CAESAR DIVI F.

AUGUSTUS.COS. XI

TRIBV POTEST. VIII

EX.S.C.

XCVIIII

 

Sempre a Trisungo troviamo una magnifica casa datata 1515 la cui facciata, splendidamente intessuta da conci di arenaria accuratamente profilati, dispiega un’ampia profusione di finiture scultoree, mentre sulle due porte di caposcala spiccano altrettante lunette affrescate.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie conserva all’interno affreschi del XVI° sec.

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