«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Arquata del Tronto

Natale tra le casette SAE: “Chiediamo solo vitalità”

(Fonte: Il Resto del Carlino)

«Cosa vorremmo trovare sotto l’albero? Un po’ di vitalità nel paese. E che i tempi per vederla non siano troppo lunghi».

La lettera che gli abitanti del villaggio di Pretare spediscono a Babbo Natale non è molto lunga, e contiene cose semplici.
Tra le Sae della frazione di Arquata, che contengono una sessantina di residenti, le vacanze natalizie sono cominciate con una certezza in più, ma con l’attesa che tanto altro si può e si deve fare. La certezza è la nascita della prima struttura pubblica di tutto il territorio, la Sala Comunale ‘Don Francesco Armandi’ realizzata dagli artigiani trentini della Val di Non.
Un primo presidio di vitalità oltre le mura strette delle casette, all’inizio della buia stagione invernale.
Ma il grande salone verrà riempito solo durante gli appuntamenti programmati, tutto il giorno, invece, la desolazione incombe.

«Manca un luogo di ritrovo quotidiano, mancano le attività commerciali» spiegano Cristina e Vincenza della locale associazione ‘Monte Vettore’.
Ad un anno e mezzo dal sisma e a tre mesi dalla consegna delle chiavi delle Sae il problema è sempre più evidente: «Per la spesa si va avanti come prima, con i furgoni per pane, per il pesce e della frutta e verdura che arrivano in strada. Ma oltre quello non abbiamo un luogo per stare insieme. Prima – dice Cristina – quando scendeva la notte avevamo un bar per scambiare quattro chiacchiere, prendersi una bevanda calda. Ora no, ora qui con il buio cala anche la tristezza».

Poco più in là una recinzione arancione indica un’area dove sorgerà il nuovo Rifugio degli Alpini: «Ma non sarà pronto prima di gennaio».
Dal profano al sacro, un altro punto di ritrovo comune a tutti i paesi, specie se montani, è una chiesa per celebrare la Messa. «Ad oggi l’unica presente nel comune è quella del villaggio di Pescara, con la sola celebrazione della domenica alle 11 – aggiunge Vincenza –

Qui ci sono molti anziani e non è facile per loro muoversi fin lì, specie con il freddo».
Da tanti mesi, dunque, solo messa alla tv non solo per i residenti di Pretare, ma anche per quelli di Piedilama, Spelonga, Colle e Faete.

 


La situazione non sembra migliorata con l’arrivo di don Nazzareno Gaspari che ha sostituito lo storico don Francesco, parroco della frazione per quasi cinquant’anni. «Eppure questa sala è stata adibita anche a cappella – continuano i residenti –, con tanto di altare.
Ma non sembra che ci sia la volontà di celebrare qui. A noi basterebbe anche solo una Messa al mese».

Fra i tanti dubbi («C’è un vice parroco, ma non l’abbiamo mai visto») e un fresco rimpianto («All’inaugurazione c’erano tutti, tranne la Diocesi») la voce è una sola: «Non pretendiamo di riavere il rapporto che avevamo con don Francesco, ma solo un po’ più di vicinanza».

 

 

 

 

 

 

 

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