Danni per 5 milioni di euro a chiese ed opere d’arte ad Arquata
(Fonte: Agi)
Comincia ad emergere l’entità dei danni che il terremoto del 24 agosto ha causato al patrimonio culturale e artistico del territorio Arquatano. Secondo Don Francesco Armandi, da oltre 40 anni parroco di Pretare e di altre 8 frazioni di Arquata del Tronto (esclusa la frazione di Borgo, cuore del paese e sede del municipio) le scosse hanno provocato crolli e lesioni a chiese, monumenti e opere d’arte per un valore non inferiore ai 5 milioni di euro. Il religioso lo ha riferito a margine della conferenza stampa di oggi ad Ascoli, nella quale il FAI ha annunciato il progetto per il restauro del cinquecentesco “Oratorio della Madonna del Sole” di Capodacqua, tempietto ottagonale attribuito a Cola d’Amatrice, e tra i luoghi di culto più danneggiati dal sisma (500 mila euro la stima attuale, tra struttura e affreschi interni).
“Solo nelle mie frazioni c’erano 9 chiese – ricorda Don Francesco – e di queste nemmeno una è rimasta agibile. Alcune anzi, devono essere messe presto in sicurezza perché sono pericolanti e a rischio di crolli. Molte di esse – prosegue il parroco arquatano – conservavano opere e dipinti rinascimentali e medievali di notevole pregio, della Scuola Umbra e non solo.
Occorre intervenire per salvarle, se vogliamo davvero far rinascere i borghi e la vita comunitaria delle nostre frazioni montane.”
Il tempietto della Madonna del Sole è una delle la chiese che ha subito maggiori danni ad Arquata. Ma il terremoto ha provocato gravi conseguenze a tutte le 13 chiese e ai monumenti principali del paese montano dell’Ascolano. Tra essi figurano la Rocca e la Chiesa di San Francesco dove era ospitata la “Sindone di Arquata” che è stata già trasferita ad Ascoli Piceno.
