«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Arquata del Tronto

Coldiretti Marche: per la ripresa economica occorre investire su aziende agricole

(Fonte: PrimaPaginaOnline)

Coldiretti Marche segnala come nelle zone colpite dal sisma insistono soprattutto aziende agricole, agriturismi e allevamenti. Occorre pertanto investire non solo sulle case da ricostruire: nei territori dei comuni marchigiani che si trovano nell’area del cratere del sisma ci sono quasi 9 aziende agricole ogni 100 abitanti, contro una media italiana di 3.
Questo è quanto emerge da un’analisi sulla base dei dati Istat, secondo i quali nella zona interessata dalle scosse il 40% del territorio è occupato da superficie agricola.

Tre ettari su quattro sono destinati a prati e pascoli, a conferma del deciso orientamento verso le attività di allevamento. Le mucche presenti in questa fetta di regione Marche sono quasi 800, assieme a 200 maiali e 11.300 pecore. Sono, invece, 21 gli agriturismi che operano in quelle aree e che hanno patito i disagi diretti e indiretti del terremoto, dalla fuga dei clienti, con prenotazioni disdette, alle difficoltà di carattere infrastrutturale. Nelle campagne di Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montegallo, Montemonaco e Montefortino lavorano tra l’altro quasi un migliaio di persone, tra capi azienda, manodopera familiare e dipendenti. 

“Il terremoto ha colpito dunque un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento”, ha spiegato Coldiretti.

 

Da qui la necessità, secondo l’appello Coldiretti, che la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo.