Allevatori di Arquata disperati: “Gli animali rischiano di morire, siamo soli”
(Fonte: Piceno Oggi)
ORE 12:00 del 19/1/2017 – “Siamo completamente abbandonati“, sono queste le dichiarazioni di Dante Camacci che raggiungiamo al telefono. A Spelonga, frazione di Arquata, per raggiungere la stalla dove dimorano le pecore hanno impiegato più di un’ora. Si sono attrezzati con le ciaspole e con le pale, completamente abbandonati a loro stessi.
A Colle, altra frazione del paese semi-distrutto dal terremoto, stanno tentando di aprire l’ultimo tratto di strada ma la situazione rimane critica poiché le ruspe non riescono a oltrepassare la coltre di neve che ha raggiunto un accumulo di cinque metri. Attraverso i contatti con i loro familiari, gli allevatori lamentano di non riuscire a sopportare un’altra notte, tra il freddo e la mancanza di corrente elettrica. Sembrerebbe che ora si stia muovendo un gatto delle nevi, per cercare di risolvere la situazione, considerato che il veicolo dovrebbe destreggiarsi tra la neve con facilità.
Nell’altro versante, la strada è percorribile fino alla frazione Piedilama. I proprietari del bestiame di Pretare non possono raggiungere gli animali, poiché la strada è completamente invasa di neve, accumulata da almeno tre giorni. Gli animali sono irraggiungibili, necessitano di fieno e mangimi.
La protezione Civile aveva assicurato l’arrivo della turbina, ma ancora non ha raggiunto le frazioni di Arquata.
Tutti gli allevatori richiedono un intervento immediato, altrimenti si troveranno nella condizione di perdere diversi capi di bestiame, tra mucche, pecore e capre.
Ma si rischia di peggio: gli accumuli di neve sui tetti dei moduli abitativi e l’assenza dell’energia elettrica per far funzionare le attrezzature che faciliterebbero lo sgombero della neve fa crescere il rischio di cedimenti strutturali nella zona di Arquata del Tronto. Anche su questo fronte, segnalato dai Carabinieri Forestali, stanno lavorando uomini e mezzi (frese a turbina, automezzi pesanti con lama sgombraneve) delle colonne mobili provenienti da varie regioni. Alcune sono già sul posto (una da Bolzano è arrivata ieri nella zona di Montemonaco).
