«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Arquata del Tronto

Non sarà possibile ricostruire Pescara del Tronto dove era

(Fonte: Il Manifesto)
Pescara del Tronto non rinascerà più, il puntino che la rappresentava sulle mappe geografiche sarà spostato di qualche centinaio di metri almeno: dal costone di pietra a ovest di Arquata alle sponde del fiume Tronto, o forse ancora più in là.
Quarantanove vittime nella notte del 24 agosto 2016, divenuto cumulo di macerie nel giro di pochi secondi, il borghetto di pietra è il primo paese ufficialmente cancellato dal terremoto.
La decisione è stata comunicata nella mattinata di ieri al sindaco Aleandro Petrucci e ai cittadini dell’associazione «Pescara del Tronto 24-08-216 Onlus» dal commissario Vasco Errani e dai tecnici del Cnr: la collinetta dove erano arroccate le case praticamente non esiste più e quello che per mesi è stato un sospetto, adesso è ufficialmente una realtà.

IL TERREMOTO RIDISEGNA così la geografia politica dell’Appennino: tutte le decisioni in questo senso verranno prese entro febbraio, quando finirà lo stato d’emergenze e si comincerà a discutere sul serio di una ricostruzione che riguarderà 140 comuni più relative frazioni.
«Sapevamo già che Pescara non sarebbe stata ricostruita lì dov’era prima – spiega il sindaco Petrucci -. Certo, abbiamo sperato fino all’ultimo che qualcosa potesse cambiare, ma i tecnici hanno confermato che non è possibile rifarla dov’era».

Pescara è stato il paesino più colpito dopo Amatrice: le case di tufo e arenaria sono state letteralmente schiacciate dai tetti in cemento armato: di quasi 200 abitanti, in 49 non ce l’hanno fatta a sopravvivere alla scossa di terremoto. Molti sono rimasti sotto le macerie per ore prima di venire estratti dai soccorritori, altri sono riusciti a fuggire in tempo e a veder crollare tutto. Adesso, a passare nei pressi di Pescara non si vede più nulla, solo macerie: un paese demolito nella notte del primo terremoto e poi polverizzato dalle scosse di ottobre e gennaio. Impossibile farlo tornare a vivere, e le poche decine di persone che lo scorso luglio hanno ricevuto le chiavi delle casette provvisorie possono solo guardare dalla strada il niente che è rimasto e che non tornerà mai più com’era fino a un anno fa.

L’ALTERNATIVA ANCORA non è pronta, ma tutto lascia presupporre che le nuove case verranno costruite a valle, lungo la Salaria e nei pressi. «Abbiamo preso con i tecnici l’impegno di rivederci nel giro di un mese per prendere la decisione definitiva – conclude Petrucci -, vorrei prima sentire i cittadini per capire cosa vogliono, ma ancora non sappiamo quali sono le idee del Cnr e dello stesso Errani». Il commissario, comunque, non sarà della partita, visto che il suo mandato scadrà il 9 settembre e ancora non è chiaro quali siano le idee del governo sul futuro della sua carica, se esisterà ancora o se le sue competenze verranno affidate alla protezione civile e alle Regioni.

Così scompare Pescara del Tronto: i tecnici sostengono che il rischio frane lì sia ancora molto elevato e che sarebbe comunque impossibile mettere in sicurezza il costone di roccia.

È tutto da valutare anche il discorso relativo ai beni artistici e culturali di Pescara: la chiesa di Santa Croce, edificata nel quarto secolo dopo Cristo, è letteralmente implosa a causa del sisma, mentre è stato recuperato miracolosamente illeso il crocifisso del tredicesimo secolo che stava dietro all’altare. Resterà, e questa è una certezza, il cimitero: qui i danni causati dal sisma non sono stati devastanti, e la nuova cappellina del camposanto è stata la prima opera completata all’interno del cratere del terremoto.

 

PUBBLICHIAMO DI SEGUITO LE NOTE SULL’INCONTRO DEL 31/7/2017 IN MERITO ALLA POSSIBILITA’ DI RICOSTRUIRE PESCARA DEL TRONTO FORNITE DALLA ONLUS “PESCARA DEL TRONTO 24/8/2016”

 

Nota sull’incontro di ieri (31/7/2017) con il Commissario Errani.

Erano presenti: Errani, Borrelli, Ceriscioli, Spuri, Casini, CNR e ISPRA. Oltre al Sindaco di Arquata e alla nostra associazione (Presidente e Vice).

Il CNR si è occupato di produrre una relazione dettagliata sul rischio idrogeologico dell’area di Pescara e delle aree limitrofe.

L’ISPRA ha prodotto analoga documentazione per quanto riguarda il rischio sismico.

Entrambe le analisi sono state riportate su cartine in cui, con una scala di colori (con 4-5 livelli), sono evidenziate le zone in cui la ricostruzione è possibile, e cosi via, fino a segnalare le zone non costruibili.

Da queste analisi è emerso che la parte bassa di Pescara non è ricostruibile in loco. Cosa si intende esattamente per “parte bassa” emergerà dalla cartina che al momento è ancora riservata ai tecnici CNR e ISPRA.

Entro il prossimo mese e mezzo sarà resa pubblica una mappa in cui i dati CNR (rischio idrogeologico) e quelli ISPRA (rischio sismico) saranno incrociati e daranno origine ad una sola carta, definitiva, che sarà pubblica e da cui si vedranno le aree in cui è possibile ricostruire considerando sia il rischio idrogeologico che quello sismico.

Informalmente è stato detto che le due carte hanno identificato zone in cui è possibile ricostruire e che sono geologicamente sicure e per caratteristiche geometriche e altimetriche simili all’area di Pescara e non distante da essa.

Su queste aree e sulla base di considerazioni di carattere urbanistico (cosa costruire, che forma dare al borgo) sarà possibile per l’associazione fornire indicazioni per la scelta da parte delle istituzioni (Comune e Regione) su come procedere.

Da qui quindi parte il processo di partecipazione per capire dove ricostruire, cosa costruire, come farlo etc

Questo sarà oggetto di discussione della prossima assemblea dei soci in programma per settembre (giorno ancora da definire).