Sindaco Petrucci: “La rimozione delle macerie va a rilento, manca un piano regionale”
(Fonte: MeteoWeb)
Nelle Marche la rimozione delle macerie prodotte dagli eventi sismici degli ultimi mesi procede a rilento. E questo accade un po’ in tutte le zone del “cratere“, in particolare nell’Ascolano e nel Maceratese. Ma questi ritardi stanno provocando disagi e proteste della popolazione, oltre che degli amministratori locali, soprattutto nei centri più colpiti dal Terremoto. A cominciare da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), dove le scosse hanno causato la distruzione totale di due intere località, quella di Pescara del Tronto – rasa al suolo, e poi ad ottobre il Borgo capoluogo (51 morti complessivi). Qui, oltre che nelle altre 14 frazioni gravemente danneggiate – tra cui Capodacqua, Colle, Faete e Pretare – il sisma ha prodotto milioni di tonnellate di macerie. Per gran parte ancora da rimuovere.
“Gli interventi sono iniziati già da qualche settimana – ricorda il sindaco Aleandro Petrucci – con la ditta principale che aveva vinto l’appalto per lo smaltimento di 22 mila tonnellate di materiali, che ne ha trasferiti intanto a Roma 7 mila tonnellate, mentre ora li potrà sistemare qui a Pescara, nella zona attrezzata che abbiamo realizzato con tutte le prescrizioni normative. Poi c’è un’altra impresa che sta portando le macerie nel sito individuato a Monteprandone, vicino alla costa, e che come l’altra ha la priorità di operare soprattutto per liberare le strade di accesso nelle località dove si possono ancora recuperare case e monumenti, come a Capodacqua. E’ chiaro comunque – prosegue Petrucci – che rispetto all’enormità del problema da affrontare siamo ancora ai primi passi, e che la mancanza del Piano macerie da parte della Regione Marche non facilita le cose. Speriamo che entro il mese di aprile arrivino indicazioni più precise, anche se la gente che vorrebbe tornare nelle proprie case, là dove si può, comincia davvero ad essere esasperata“.
