Sindaco Petrucci: “Situazione drammatica, rintracciati 12 allevatori”
(Fonte: Il Messaggero.it)
Sono stati rintracciati, e stanno bene 12 dei 15 allevatori della zona di Arquata del Tronto con cui i familiari non erano più riusciti a mettersi in contatto dopo le scosse di terremoto di stamani. Lo conferma la Protezione civile regionale. All’appello ne mancano ancora altri tre, che non rispondono al cellulare. Le ricerche sono rese difficili dalla neve, alta fino a 2 metri, che ostruisce le strade di accesso e dal pericolo di slavine.
«C’è preoccupazione per una quindicina di allevatori che erano andati a dare da mangiare al bestiame tra le frazioni di Spelonga e Colle di Arquata e non sono rintracciabili. Le famiglie mi hanno chiamato perché non riescono a contattarli, ho allertato i vigili del fuoco e la forestale, stanno tentando di aprire dei varchi per raggiungere quelle zone, ci sono fino a due metri di neve, la situazione è drammatica», aveva detto all’Adnkronos il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, dopo le tre forti scosse di terremoto che hanno riguardato la zona già colpita dal sisma dei mesi scorsi.
I vigili del fuoco di Ascoli Piceno si stanno recando a Colle d’Arquata per verificare le condizioni degli allevatori dati per dispersi. A lanciare l’allarme sono stati degli amici, che non riescono a contattarli al cellulare. Nella zona è caduta moltissima neve e si teme che possano esserci stati dei crolli a seguito delle ultime scosse di terremoto. Le tensostrutture che fungono da stalle hanno infatti il tetto appesantito dalla neve, e potrebbero aver ceduto.
«Quando stavamo per dimenticarcene, perché da una decina di giorni non sentivamo più niente ed eravamo concentrati sull’emergenza neve, ecco un’altra mazzata. La situazione è disastrosa»: così il sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), Aleandro Petrucci, dopo l’ultima violenta scossa di terremoto. «Ad Arquata non c’è più nessuno; ogni scossa cade qualcosa, poi con la neve e la pioggia ormai il paese è ridotto a un cumulo di macerie. Sicuramente ci saranno stati altri crolli. Se non il 100 per cento, di sicuro il 98 per cento delle case è ormai inagibile».
