«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Arquata del Tronto

Incontro tra i cittadini di Arquata ed Errani ieri a San Benedetto

(Fonte: La Nuova Riviera)

Non hanno un lavoro, non hanno più una casa. Chiusi tra quattro mura di una stanza di albergo. Gli arquatani che nel pomeriggio del 10/11/2016 erano all’Auditorium per l’incontro con Errani e Curcio, sono esasperati. Riconoscenti a San Benedetto, ma anche esasperati.

“Non abbiamo un lavoro – hanno spiegato rivolgendosi al tavolo dei relatori – non abbiamo un casa. Non abbiamo più nulla”. Lo stesso sindaco Petrucci gli ha dato manforte invitandoli però a sopportare questa situazione: “San Benedetto è bellissima e ospitale – ha spiegato – ma noi siamo montanari e non si può chiedere a un montanaro di vivere in una stanza d’albergo”. Su tutto c’è la paura, che durante l’incontro è stata più volte manifestata, che la ricostruzione possa non avvenire mai. Un timore non espresso direttamente dal sindaco Aleandro Petrucci, che parlando del calo di attenzione mediatica ha però alluso anche a questa possibilità.

Errani ha cercato di rassicurare il pubblico: “Sarà tutto riconosciuto al 100 per cento. Ve lo garantisco e credo che ormai abbiate imparato a conoscermi. Se vi dico che sarà fatto è perché sono certo che sarà fatto”.

Oltre al commissario straordinario per la ricostruzione erano altresì presenti il capo della protezione Civile Fabrizio Curcio e i sindaci di San Benedetto (Piunti) e Arquata (Petrucci). Il vescovo di Ascoli, mons. Giovanni D’Ercole, anche lui presente, ha annunciato che la Caritas Italia donerà ad Arquata una sede per le proprie associazioni, che sarà luogo di incontro e appunto ricostruzione letterale dello spirito di comunità.

Errani ha poi annunciato i principali contenuti del decreto del governo che dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale oggi 11/11/2016, il terzo dalla prima scossa del 24 agosto.
Ci saranno forti incentivi fiscali per investire nelle zone terremotate e dunque creare lavoro, incentivi anche per artigiani e commercianti, tutti gli ammortizzatori per i lavoratori “in modo che nessuno venga licenziato per colpa del sisma”.
Si è anche parlato del meccanismo “credito d’imposta” per ottenere finanziamenti per la ricostruzione: si dovranno presentare i progetti direttamente in banca, e gli istituti pagheranno lo stato di avanzamento dei lavori.

L’auditorium era stracolmo, c’erano centinaia di persone. Molti hanno fatto domande: hanno chiesto di velocizzare il pagamento del CAS (contributo autonoma sistemazione) e anche di aumentarne l’importo, vista la disparità rispetto alle somme spese dallo Stato per chi ha scelto invece la sistemazione in albergo. Curcio ed Errani hanno preso l’impegno sia per i pagamenti già a aprtire dai prossimi giorni, sia per tentare di aumentare gli importi.
Soprattutto, dopo la recente individuazione delle aree su cui sorgeranno le casette di legno, il capo della protezione civile ha insistito sulla necessità di procedure trasparenti e di uno sforzo collettivo per impedire infiltrazioni della malavita in zone sane come le Marche.

Poi la grande questione del personale supplementare di cui dotare i comuni, per consentire loro di smaltire tutte le pratiche relative alla gestione del terremoto (per esempio la rimozione delle macerie che dovrebbe partire a breve) e poi alla ricostruzione.
Alcuni dal pubblico hanno chiesto trasparenza nelle assunzioni, e il coinvolgimento delle associazioni di cittadinni nelle scelte di interesse collettivo. “Ci vorranno anni, questo deve essere chiaro – ha concluso Erani – ma ribadisco l’impegno che tutto verrà ricostruito, prime e seconde case. Lo spopolamento va evitato, anche quello che ho studiato sulle carte. Dal 2000 al 2010 l’entroterra si è spopolato almeno del 34%. Soprattutto, dobbiamo eliminare l’individualismo: siamo tutti di Arquata”.