Ultimo video di Gianluca Lalli: “Il Canto dell’odio”
Proponiamo di seguito l’ultimo video del cantautore arquatano Gianluca Lalli.
Da sempre molto legato al suo comune di origine, anche quest’ultimo video è stato girato (come già molti altri in precedenza) nel territorio dei 2 Parchi Nazionali, più precisamente nei pressi della Rocca di Arquata e in un cimitero ottocentesco a Poggio d’Api.
Dopo aver partecipato venerdì 7 ottobre alla serata di beneficienza “Notte d’Autore” a Teramo (organizzata dalle Associazioni “Arquata Potest” e “BigMatch”) Gianluca Lalli è stato ospite d’onore lo scorso sabato 8 a “Casa Guerrini” a Sant’Alberto (Ravenna), dove è stata inaugurata la mostra “Olindo mai visto – mostra iconografica dedicata a Olindo Guerrini” – celebre poeta e intellettuale romagnolo – di cui ricorre quest’anno il centenario della morte, e dalla cui raccolta Lalli ha tratto l’ispirazione per una canzone (ripresa appunto dalla poesia “Il canto dell’odio”).
Con l’occasione nel pomeriggio è stato proiettato il videoclip della canzone, a cui è seguita un’esibizione live del cantautore.
Cantautore, poeta e scrittore nativo di Arquata del Tronto, Lalli nel 2005 vinse il concorso nazionale “Rinocantando” dedicato a Rino Gaetano; nel 2009 fondò la band folk rock “Ucroniutopia”. Nel 2011 esce il suo primo disco “Il tempo degli assassini”e pubblica nello stesso anno il libro di Racconti “Radio Waldganger” edito da Arduino Sacco Editore; il videoclip musicale “Il lupo” vince il Premio Pasinetti a Venezia e il premio “Hard rock Cafè” 2013. Nello stesso anno pubblica “Una voce Dal Nulla” raccolta poetica edita da Galassia Arte.
Nel 2014 pubblica il suo secondo disco, “La Fabbrica di uomini”, con la collaborazione del cantautore bolognese Claudio Lolli. Pubblica la sua antologia Canzoni & Poesie dal titolo “La bella che è addormentata” a cui segue uno spettacolo teatrale. Nel 2016 pubblica per Galassia Arte edizioni il romanzo storico “Dal Vangelo secondo me”
Nella sua carriera ha collaborato con Claudio Lolli, Flaco Biondini, Eugenio Finardi, Mariano Rigillo, Daniele Sepe, Remo Remotti e con il quintetto di archi dei docenti del conservatorio di Avellino.
