Mostra di pittura di Diego Pierpaoli ad Ascoli Piceno dal 25 Maggio al 7 Giugno
Le opere saranno esposte presso la Sala “Cola dell’Amatrice” dal 25 maggio al 7 giugno.
Il Prof. Stefano Papetti scrive dell’artista:
DIEGO PIERPAOLI FRA ASTRAZIONE E FIGURAZIONE
Tutti i più importanti santuari del mondo greco sono stati edificati in luoghi appartati, di grande suggestione dal punto di vista naturalistico ed ambientale: il tempio di Apollo a Delfi e quello di Zeus ad Olimpia furono eretti in scenari naturali particolarmente significativi ed il legame tra la divinità, la natura e la creazione artistica presiede ancora oggi la singolare esposizione delle proprie opere allestita da Diego Pierpaoli tra le balze rocciose, i boschi, le radure e gli incantevoli scenari appenninici di Arquata del Tronto.
È lì che l’artista marchigiano opera da vari decenni, dimostrando come l’attaccamento alla propria terra non escluda la possibilità di mantenere vivi i contatti con altre realtà più vivaci e stimolanti: pittore, scultore, musicista e saggista Pierpaoli ha attraversato gli ultimi lustri del XX secolo senza trascurare di conoscere e di confrontarsi con quanto accadeva nel contesto artistico internazionale, una conoscenza retrospettiva che include anche la ammirazione per l’arte del passato, per quel mondo remoto che un rinnovato spirito futurista, negli anni Settanta, considerava come retrogrado.
Pierpaoli, dopo il vivace scontro tra figurazione e astrazione del secondo dopoguerra, ha cercato di conciliare gli opposti, muovendosi tra avanguardia e tradizione. Dando vita al gruppo degli Immanentisti, del quale è stato il teorico e il principale animatore, l’artista marchigiano ha stimolato molti giovani pittori locali, aiutandoli a riflettere e a prendere consapevolezza del valore etico del loro agire.
Le torri medievali di Ascoli potevano forse ricordare i grattacieli di New York, le gallerie locali sembravano emulare quella celeberrima di Lou Castelli, gli studi di pittura ospitati nei fondaci degli antichi palazzi potevano rappresentare una versione provinciale della Factory di Andy Wharol: insomma, secondo Pierpaoli si poteva benissimo operare ad Ascoli Piceno senza rischiare di non apparire “up to date”.
La forza di questa posizione venne immediatamente compresa da Giulio Carlo Argan che dal 1973 ha seguito e incoraggiato il percorso degli Immanentisti: egli giudicava il loro lavoro “… preziosissimo per la città di Ascoli Piceno… dando forza a questo centro di affermarsi sul piano della cultura nazionale ed è un fenomeno bello, vivo della cultura artistica
contemporanea” al punto che l’insigne studioso si augurava che una irradiazione del loro lavoro e della consapevolezza con la quale questo lavoro veniva fatto, si riverberasse in tutto il paese.
Un auspicio che si è avverato soltanto in parte ed oggi, rivedere i dipinti e le sculture di Pierpaoli, può rappresentare una estrema occasione di condivisione e di apprezzamento per un’opera di apostolato artistico degna di miglior fortuna.
Stefano Papetti
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