Sindone: scoperta dorsale uomo flagellato sulla reliquia di Arquata
Fonte: AGI – Agenzia Giornalistica Italiana
(AGI) – Ascoli Piceno 4 ott. – “L’Enea ha scoperto la presenza di un’immagine di una dorsale di uomo flagellato sulla copia della Sacra Sindone che si trova ad Arquata del Tronto, nella chiesa di San Francesco.
I risultati delle misurazioni e della analisi con tecnologie avanzate effettuate sul telo di lino presente nella località montana dell’Ascolano – che e’ delle stesse dimensioni della Sindone di Torino, 440 centimetri di lunghezza e 114 di altezza – sono state effettuate da un’equipe specializzata in tre giornate nel giugno scorso, e sono stati illustrati oggi pomeriggio (4/10/2014) presso il Palazzo vescovile di Ascoli, alla presenza del vescovo Giovanni D’Ercole.
“Il lavoro di ricerca che abbiamo realizzato in collaborazione con Cnr e Accademia di Belle Arti – ha detto Paolo Di Lazzaro, responsabile laboratorio Enea di Frascati – ci ha permesso di individuare sul telo di Arquata i contorni di un volto e le immagini di una dorsale umana con gambe e piedi, nella stessa posizione della Sindone torinese.
La tecnica con cui sono state realizzate non e’ ancora chiara. Di certo – ha aggiunto Di Lazzaro – non si tratta di un dipinto o di un disegno, e questo ne fa una copia originale e molto singolare tra le 50 copie sindoniche presenti nel mondo.
Entro dicembre pubblicheremo i risultati del progetto con un rapporto completo sul lavoro svolto”.
La sindone di Arquata del Tronto, ora visibile in estensione totale, fu rinvenuta nel corso di lavori di restauro della Chiesa di San Francesco nel 1980, nascosta in un’urna.
A parlarne per la prima volta e’ una pergamena datata 1* maggio 1655, redatta ad Alba, in Piemonte da Guglielmo Sanzia, cancelliere vescovile e notaio, e Paolo Brizio, vescovo e conte di Alba, come certificato di autenticazione.
Il vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole, ha annunciato che verra’ attuata un ostensione della Sindone locale nella Cattedrale ascolana di Sant’Emidio. E questo forse in coincidenza con l’ostensione pubblica della Sindone di Torino che Papa Francesco ha deciso di attuare nell’aprile del 2015.”
La presenza della reliquia nella Chiesa di S. Francesco di Borgo è stata tenuta nascosta ai più per moltissimo tempo, essendone a conoscenza i soli francescani del convento, gelosi custodi della reliquia.
Sembra, infatti, come tramanda la tradizione orale, che l’estratto sia stato voluto al fine di avere una Sindone di proprietà ecclesiastica, in quanto quella di Torino apparteneva ai Savoia e che essa doveva forse essere custodita in posto riservato, periferico e sicuro.
Attualmente la Sindone, appunto, è conservata nella chiesa di S. Francesco di Borgo ed è custodita in una teca, con davanti cento lumi, tanti quanti quelli che, secondo la leggenda, accompagnavano anticamente la Sindone durante le processioni nei periodi di carestie, siccità e guerre.
La Sindone di Arquata non è una copia ma un estratto dall’originale e perciò, anche se infinitesima, una parte del sangue di Gesù è in essa riposta e questo, per chi crede, costituisce motivo di profonda riflessione e meditazione.
Per gli altri, il prezioso documento, così strettamente legato alla cultura del paese e a famosi personaggi del passato, non può non rappresentare un fatto meraviglioso.
