STABILIZZAZIONE DEI TECNICI: L'APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI ARQUATA
📌 🔴 STABILIZZAZIONE DEI TECNICI:
L'APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI ARQUATA 🔴📌
Per i piccoli Comuni perdere i tecnici, in particolare i più esperti e capaci fra quanti stanno lavorando alla ricostruzione,sarebbe rovinoso. L'appello, sensato e ben argomentato, delle associazioni di Arquata del Tronto può essere valido per tutti gli altri Comuni in questa condizione:i tecnici possono essere assunti da enti più grandi e con risorse idonee alla stabilizzazione, dove potranno lavorare anche quando la ricostruzione sarà completata. E intanto essere distaccati presso i piccoli Comuni, non disperdendo così il lavoro fatto e non lasciando il vuoto al posto delle azioni, competenze, risposte in grado di far camminare le pratiche e i cantieri.
L'occasione immediata per predisporre questo meccanismo virtuoso è la conversione in legge del Decreto Agosto o Decreto Rilancio 2: conversione da farsi entro il 13 ottobre prossimo,
Ecco di seguito il testo integrale dell'appello:
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Arquata del Tronto, 28 settembre 2020
Al Commissario straordinario Sisma 2016
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Al Ministro responsabile del Dipartimento degli Affari Regionali
Al Presidente della Regione Marche
Al direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche
p.c.
Al Sindaco del Comune di Arquata del Tronto
Al responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Arquata del Tronto
Oggetto: stabilizzazione dei tecnici specializzati in forza ai comuni terremotati. Osservazioni e proposte.
La garanzia della continuità tecnico-amministrativa è fondamentale per i tutti i Comuni terremotati, in particolare per quelli appartenenti al cosiddetto “primo cratere”, caratterizzati da danni gravissimi e particolare complessità ricostruttiva, come nel caso di Arquata del Tronto.
Senza tale continuità , si compromettono l’avanzamento e il completamento delle procedure di ricostruzione pubblica e privata, la pianificazione urbanistica, la gestione del patrimonio e delle opere pubbliche. Ricorrente e continua, tuttavia, è l’emorragia delle professionalità maturate in questi anni verso enti che garantiscono la possibilità di contratti a tempo indeterminato. Tutto ciò costringe i Comuni a dover ritessere ogni volta la tela di Penelope del processo di formazione del nuovo personale, incrementando i ritardi nelle procedure in corso e da attuare.
Come Associazioni del territorio di Arquata del Tronto, sottolineiamo che la stabilizzazione dei tecnici è condizione fondamentale e imprescindibile per rendere possibile la ricostruzione.
In un decreto di recente emanazione, è inclusa la norma che attribuisce ai Comuni terremotati la possibilità di stabilizzare i tecnici specializzati loro assegnati dopo il terremoto in aggiunta all’organico, retribuiti con i fondi per lo stato emergenziale fino al dicembre 2021. Dal primo gennaio 2022, stabilisce la norma, i Comuni che lo vorranno potranno trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. E’ tuttavia evidente che questa possibilità , praticabile per Comuni di una certa dimensione, non lo è per quelli più piccoli, dotati di risorse finanziarie del tutto insufficienti a stabilizzare un numero di tecnici adeguato al reale fabbisogno.
E’ il caso di Arquata del Tronto, piccolo comune tra i più colpiti, con sette frazioni perimetrate in attesa di piani attuativi e altre sei frazioni non perimetrate. La grandissima parte dei progetti di ricostruzione pubblica e privata (sono previste alcune migliaia di richieste di contributo) sarà presentata nei prossimi mesi e anni, con un impegno temporale degli uffici competenti in materia stimato in un periodo non inferiore ai dieci anni.
Nel comune di Arquata, prima del terremoto, l’organico tecnico professionale era composto da un unico tecnico specializzato (Responsabile dell’Ufficio Tecnico-Rup). A oggi svolgono le attività professionali competenti, mediamente, 15 tecnici specializzati aggiuntivi con contratto a tempo determinato che, secondo necessità , vengono suddivisi nei vari settori secondo il seguente schema:
– Pianificazione Urbanistica, Piani Attuativi, Territorio e Ambiente (4/5 addetti)
– Edilizia Privata (4/5 addetti)
– Opere Pubbliche (3/4 addetti)
– Gestione del Patrimonio (3 addetti)
Stante l’attuale regolamentazione, risulta evidente che, al 31 Dicembre 2021, il Comune di Arquata, al pari di molti altri piccoli Comuni, verrà a trovarsi in enorme difficoltà , se non paralizzato, per quanto riguarda la gestione della ricostruzione, non potendo in alcun modo stabilizzare, con le risorse a propria disposizione, il personale assegnato pro tempore.
Le Associazioni del territorio arquatano hanno chiesto da tempo che ai tecnici che accettano di operare nel Comune sia assicurato il posto di lavoro per un lasso temporale di diversi anni, senza ricorrere a conferme di anno in anno, come avviene ora. Continuità e capitalizzazione delle conoscenze acquisite sono vantaggi che non possiamo permetterci di perdere periodicamente. E’ fondamentale, lo sottolineiamo ancora una volta, la continuità di servizio del tecnico lì dove ha formato la propria professionalità , nel confronto con le richieste di quello specifico territorio.
L’auspicata stabilizzazione delle risorse umane oggi impiegate presso i Comuni bisognosi di personale specializzato, nella nostra ipotesi, potrebbe avvenire a opera della Regione, attraverso il distacco, presso i Comuni che non sono in grado di assumere con i propri mezzi, di personale dipendente dalla Regione stessa o da organismi di sua competenza, come l’Ufficio speciale ricostruzione. Questa soluzione garantirebbe ai Comuni un numero di tecnici adeguato alle necessità , comunque non inferiore alle unità attualmente impiegate, nel rispetto del quadro normativo di riferimento.
Un’altra soluzione potrebbe essere la creazione da parte del Governo di una struttura, parallela o interna alla Protezione Civile, nella quale includere in pianta stabile le suddette figure tecnico-amministrative, distaccandole per il tempo necessario a completare la ricostruzione presso i Comuni dove necessitano tali professionalità , e avendo cura anche in questo caso di garantire che le unità di personale siano in numero adeguato alle esigenze presenti e future e non inferiore all’attuale disponibilità . In questa prospettiva, il Commissario straordinario Sisma 2016, Giovanni Legnini, ha ipotizzato in varie occasioni la creazione di una struttura pronta a risolvere le criticità delle quattro regioni terremotate che, una volta completata la ricostruzione, sia pronta a intervenire in altre parti del territorio nazionale. Quest’ultima proposta tiene conto del fatto che le risorse tecnico-amministrative impegnate nel post-terremoto costituiscono, per formazione ed esperienza sul campo, un patrimonio prezioso in un paese come l’Italia, costantemente e diffusamente soggetto a emergenze di natura sismica e non solo.
A oltre quattro anni dal terremoto, le Associazioni del territorio di Arquata del Tronto auspicano la massima sollecitudine per l’adozione di adeguati provvedimenti in direzione della stabilizzazione delle professionalità acquisite, che tengano conto, per quanto possibile, dei suggerimenti sin qui formulati. Vi ringraziamo per l’attenzione che vorrete accordarci
Associazione Arquata Futura
Associazione proprietari Arquata del Tronto capoluogo
Associazione Pescara del Tronto 24/08/16
Associazione proprietari frazione Piedilama di Arquata del Tronto
Associazione proprietari immobiliari frazione Pretare
Associazione Capodacqua viva
Associazione Alba di Vezzano
Comitato Ricostruire Tufo
Associazione Piè Vettore
Associazione Arquata Potest
Comitato Insieme per ricostruire Camartina
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Nella foto di Francesco Riti: Arquata del Tronto capoluogo, tabula rasa, nel 2018. La situazione da allora è pressoché immutata.
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