«Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra»

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Arquata del Tronto

Al Commissario per la Ricostruzione dott. Giovanni Legnini E p. c. Al Sindaco d

Al Commissario per la Ricostruzione dott. Giovanni Legnini
E p. c. Al Sindaco del comune di Arquata del Tronto

Nell’anno 2017, nel comune di Arquata, iniziava una indagine geologica di “microzonazione” su una “paleofrana” sottostante le frazioni di Pretare, Piedilama, Vezzano e Camartina. La ”microzonazione” terminava a settembre 2018.
A ottobre 2018 la commissione di geologi guidata da Ispra rilevava la possibile instabilità e pericolosità sismica in alcune zone di quella paleo frana e consigliava una indagine supplementare. La ulteriore indagine progettata nei mesi seguenti partiva sul campo nell’estate 2019 (determina 26/7/19), per volontà del comune (che anticipava le spese) e del commissario alla ricostruzione. L’indagine terminava sempre sul campo a dicembre dello stesso anno.
L’ISPRA, cui è stato affidato il progetto di indagine e la verifica dei dati raccolti con consegna e scadenza prevista per giugno 2020, ha richiesto attualmente al comune una proroga di sei mesi per la consegna dei dati delle indagini, causa coronavirus. Cioè a dicembre 2020.
Tali indagini sono fondamentali per una decisione sulla ricostruzione da parte della popolazione e della società che dovrà provvedere al piano urbanistico:
1) per le citate frazioni perimetrate è prevista la predisposizione di nuovi piani urbanistici. E’ partita una gara d’appalto che è stata assegnata alla società Meta ed a giorni è prevista la firma del contratto con il comune. Sono dunque necessari quei dati geologici;
2) per le zone fuori dalla perimetrazione potrebbero già partire i progetti di ricostruzione ma ad essi viene opposta la mancanza dei suddetti dati geologici.
Nella zone perimetrate la formazione di consorzi spontanei o la dichiarazione d’intenti di ricostruzione di aggregati edilizi da parte della popolazione, dovrebbe aiutare la formazione di quei piani urbanistici da progettare e dovrebbe velocizzarne l’attuazione. Questa situazione di difficoltà può essere superata solo a condizione che in queste zone la popolazione abbia cognizione dei rischi sismici a cui potrebbe andare incontro, altrimenti sarebbe un inutile esercizio di progettazione partecipata.
I rappresentanti del comune, in un recente incontro con rappresentanti delle associazioni, hanno riferito che “dati parziali” saranno a disposizione dei tecnici incaricati dei piani attuativi urbanistici ma la consegna dei dati ufficiali sarà ritardata per l’emergenza coronavirus. Un ritardo fino a dicembre, per il clima della zona, vuol dire rinviare tutto alla primavera prossima.
Il ritardo a causa del coronavirus è quantomeno singolare visto che il blocco totale per motivi sanitari è durato solo due mesi e si immagina che le verifiche dei dati possano svolgersi in modalità telematica da parte di Ispra, come singolare è la distinzione che viene fatta fra dati parziali e dati ufficiali.
Dunque dopo quattro anni dal terremoto siamo ancora in attesa dei risultati di una indagine geologica fondamentale per la ricostruzione. I tempi previsti e promessi (giugno) si sono esauriti e sarebbe intollerabile attendere ancora ben sei mesi.
La scrivente associazione (registrata sull’albo comunale) scrive quanto sopra per rendere noto a Lei commissario la situazione di queste frazioni disastrate e spera in un suo autorevole interessamento per ottenere al più presto i risultati di questa indagine geologica .
Ringraziandola comunque per la sua attenzione e per un suo riscontro invia distinti saluti.

ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO PIE’ VETTORE

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