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Imbottigliamento "Acqua Monti Azzurri": la decisione spetta ai sindaci PDF Печать E-mail

(Fonte: Corriere Adriatico)

Quello dell'impianto di imbottigliamento è uno dei progetti che sta consentendo ad Arquata di divenire sempre più un punto di riferimento importante nel territorio.

Dopo la recente approvazione da parte del Piceno Consind per la realizzazione dell'aviosuperficie di soccorso, e gli ultimi adempimenti burocratici necessari per avere il via libera definitivo alla costruzione dell'incubatoio di trote che dovrebbe essere pronto entro la prossima estate, si spera che la Ciip spa riproponga la gara per la realizzazione dell'impianto di imbottigliamento da anni ormai al centro del dibattito politico e non solo e che potrebbe rappresentare un importante volano per il territorio piceno.

Spetterà ai soci della Ciip e quindi ai sindaci stabilire quale sarà il destino del progetto di imbottigliamento dell'acqua di Arquata.

Lo scorso 23 novembre scadeva il termine per la presentazione dell'offerta per acquisire il 60 per cento della società il cui capitale sociale attualmente è detenuto proprio dalla Ciip con un investimento iniziale di un milione e 200 mila euro, questo l'importo a base d'asta, per l'acquisizione delle quote di maggioranza, oltre alla presentazione di un piano di investimenti che da una prima stima non si discosta di molto dai quattro milioni di euro. A queste condizioni nessun privato ha presentato un'offerta entro il termine ultimo stabilito dall'ex consorzio idrico.

E non sono mancate neppure le polemiche a cominciare dall'ex sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci, oggi assessore provinciale, che dell'impianto di imbottigliamento è da sempre un fervente sostenitore, sicuro che la realizzazione di un simile progetto possa portare occupazione e rilancio economico nel paese alle pendici del Vettore.

Petrucci a metà di novembre, quando fu pubblicato il bando di gara, si lamentò del poco tempo a disposizione dei privati per poter rispondere e presentare un'offerta adeguata.
La gara dovrà essere - ha detto l'ex sindaco di Arquata che, alcuni anni addietro, arrivò ad incatenarsi in consiglio provinciale per sensibilizzare le istituzioni locali ad accelerare l'iter burocratico per la concessione delle autorizzazioni necessarie - e con tempi più congrui per dare la possibilità a quanti fossero interessati a realizzare l'impianto di imbottigliamento di mettere a punto un progetto ed un offerta adeguata.

Il presidente della Ciip, dal canto suo, ha preso atto del fatto che la gara sia andata deserta e prepara le prossime mosse.
A breve - ha spiegato Alati - riunirò il comitato ristretto dei sindaci e illustrerò a loro la situazione. Insieme a loro stabiliremo la linea da seguire e la possibilità o meno di indire una nuova gara. Poi spetterà all'assemblea dei soci, ovvero i sindaci dei comuni che detengono le quote della Ciip, l'ultima parola e a pronunciarsi in un modo piuttosto che in un altro. Io, come presidente, insieme con il consiglio d'amministrazione, mi atterrò a portare avanti le decisioni ratificate dai soci.

Ad avere a cuore il destino dell'impianto di imbottigliamento delle acque, che, va ricordato, verrebbe prelevata da una falda acquifera che attualmente non viene utilizzata dall'ex consorzio idrico e che, tanto meno, viene immesse nella rete idrica della Ciip, è anche Domenico Pala, il primo cittadino d'Arquata che nella primavera scorsa è subentrato proprio a Petrucci.