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L'icona contesa e la Quercia Miracolosa PDF Stampa E-mail

Il crocifisso ligneo del SS. Salvatore , attualmente conservato nella chiesa parrocchiale di Arquata, ha una storia lunga e complessa.

Anticamente esso era conservato nella chiesa di San Salvatore di Sotto, ad Ascoli Piceno. Durante una scaramuccia avvenuta nel 1680 tra ascolani e arquatani (in precedenza ce n'erano state di molto più gravi), questi ultimi avevano inseguito gli assalitori in fuga fin sotto le mura della città e avevano asportato dalla suddetta chiesa un prezioso crocifisso ligneo, oggetto di venerazione da parte dei fedeli, come trofeo di vittoria. Riorganizzatisi, gli ascolani si misero sulle tracce dei loro assalitori e li raggiunsero in una zona tra Favalanciata e Trisungo.

Nel corso di un furioso scontro che fu ingaggiato dai contendenti, il simulacro fu appoggiato ai piedi di un’enorme quercia. A questo punto la storia diventa leggenda: miracolosamente i rami della quercia si piegarono in maniera sensibile, quasi un abbraccio protettivo nei confronti degli arquatani. Il segno fu interpretato dai presenti come la volontà divina che il crocifisso rimanesse tra i monti, tanto che gli ascolani abbandonarono la lotta.

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A testimonianza del sanguinoso fatto d'armi la zona è conosciuta come Piè di Sanguinaia: pare infatti che le acque del Tronto rimasero tinte per giorni di rosso intenso.

Anche se l'acquisizione del crocifisso era avvenuta nel corso di un'azione guerresca, l'immagine sacra fu subito adottata dalla popolazione e la venerazione dell'icona entrò nella tradizione: la pietà popolare le ha tributato onori particolari, tanto che la partecipazione della folla alle processioni del SS. Salvatore è sempre stata rilevante. A tale proposito ricordiamo che nella chiesa del SS. Salvatore la messa viene officiata una sola volta all'anno, proprio nel giorno della solenne processione.